Chi compra guarda la rata; chi possiede scopre il resto: l'IMU sulla seconda casa, la TARI, il rendiconto del condominio, la caldaia da cambiare. Questa guida mette in fila le voci con le regole che le determinano, indica quali dipendono dal Comune, quali dall'assemblea di condominio e quali solo da Lei, e chiude con il conto annuo di un trilocale romano in due versioni: prima casa abitata e seconda casa vuota. Il costo conta anche per chi affitta: il canone lordo si trasforma in netto solo dopo queste righe, come mostra a quanto posso affittare casa mia.
Quanto costa mantenere una casa di proprietà: le sei voci del conto annuale
| Voce | Chi la fissa | Su che base | Prima casa abitata | Seconda casa |
|---|---|---|---|---|
| IMU | Lo Stato (base) e il Comune (aliquota)2 | Rendita catastale rivalutata del 5 % × 1603 | Non dovuta, salvo A/1, A/8, A/91 | Dovuta, 0,86 % di base fino all'1,06 %2 |
| TARI | Il Comune | Superficie e numero di occupanti, secondo il piano finanziario dei rifiuti4 | Dovuta | Dovuta dal proprietario se nessuno la occupa4 |
| Spese condominiali | L'assemblea | Millesimi e uso dei servizi5 | Dovute | Dovute; le ordinarie ripetibili passano al conduttore se affittata |
| Utenze | Il mercato e i consumi | Consumo, classe energetica6 | Piene | Minime se vuota, del conduttore se affittata |
| Assicurazione | Lei | Valore di ricostruzione e contenuto | Facoltativa, salvo mutuo | Facoltativa |
| Manutenzione e riserva | Lei | Età e componenti dell'immobile | Da accantonare | Da accantonare |
Il mutuo resta fuori da questa tabella per una ragione pratica: è un costo del finanziamento, non della casa, e il capitale rimborsato resta Suo. Chi vuole sapere quanto costa mantenere una casa senza mutuo trova in queste sei righe la risposta completa.
IMU: perché la prima casa non paga e quanto paga la seconda
L'imposta municipale propria non colpisce l'abitazione principale: l'unità in cui chi possiede l'immobile e la sua famiglia hanno la residenza anagrafica e la dimora abituale, insieme a una pertinenza per ciascuna delle categorie catastali C/2, C/6 e C/7, cioè cantina, garage e tettoia. Fanno eccezione le abitazioni di categoria A/1, A/8 e A/9, signorili, ville e castelli, che pagano con un'aliquota di base dello 0,5 % e una detrazione di 200 €12. Le due condizioni, residenza e dimora, devono coesistere: la casa al mare dove si passano tre mesi non è abitazione principale, anche se è l'unica di proprietà in quel Comune.
Per ogni altra abitazione il calcolo è meccanico. La base imponibile è la rendita catastale, rivalutata del 5 % e poi moltiplicata per 160, il coefficiente delle categorie del gruppo A diverse da A/103; su questa base il Comune applica la propria aliquota, che la legge fissa allo 0,86 % e che ogni Comune può portare fino all'1,06 % o azzerare2. Con una rendita di 900 €: 900 × 1,05 = 945 €, × 160 = 151.200 € di base imponibile; allo 0,86 % l'IMU è di 1.300 €, all'1,06 % di 1.603 €, da versare in acconto entro il 16 giugno e a saldo entro il 16 dicembre3. La rendita è scritta nella visura catastale; l'aliquota nella delibera che il Comune pubblica ogni anno e che il Dipartimento delle Finanze raccoglie7. La differenza tra il minimo e il massimo dell'aliquota, 300 € l'anno nell'esempio, spiega perché la stessa casa costa di più in una città che in un'altra. Il rapporto tra rendita, valore catastale e prezzo di mercato, che di rado coincidono, è approfondito in valore catastale e valore di mercato.
TARI: come si calcola e perché cambia tanto da città a città
La TARI copre integralmente i costi del servizio rifiuti del Comune ed è dovuta da chiunque possieda o detenga a qualsiasi titolo locali suscettibili di produrre rifiuti; la tariffa segue i criteri del metodo normalizzato (DPR 158/1999), che per le utenze domestiche guarda alla superficie e al numero degli occupanti con una quota fissa e una variabile, oppure le quantità medie di rifiuti prodotti per unità di superficie in relazione agli usi4. Due conseguenze pratiche: la seconda casa vuota paga comunque, di norma con il numero di occupanti presunto dal regolamento comunale, e se la casa è affittata per più di sei mesi nell'anno la TARI passa al conduttore, mentre per detenzioni più brevi resta al proprietario4.
Gli importi sono comunali e non esiste una statistica ufficiale nazionale per metro quadro. Come ordine di grandezza, un'analisi di Money.it su una famiglia di tre persone in 100 m² indica una spesa mensile che va dai 24 € di Bologna ai 42 € di Genova, con Napoli a 40 €, Cagliari a 39 € e Bari a 35 €8: tra 290 e 500 € l'anno, cifra indicativa da verificare sul regolamento del Suo Comune.
Spese condominiali: ordinarie, straordinarie, fondo lavori e arretrati di chi vende
Le spese per la conservazione e il godimento delle parti comuni si ripartiscono in proporzione al valore della proprietà di ciascuno, cioè ai millesimi, salvo diversa convenzione; se le cose servono i condomini in misura diversa, come scale e ascensore, la ripartizione segue l'uso che ciascuno può farne5. Le spese ordinarie (pulizia, luce delle scale, amministratore, manutenzione ordinaria) si pagano a rate secondo il preventivo; le straordinarie le delibera l'assemblea, che per le opere di manutenzione straordinaria e le innovazioni deve costituire obbligatoriamente un fondo speciale di importo pari all'ammontare dei lavori5. Il riscaldamento centralizzato e il portierato spostano molto il totale.
Chi compra o vende deve conoscere una regola in più: chi subentra nei diritti di un condomino è obbligato in solido con il venditore al pagamento dei contributi relativi all'anno in corso e a quello precedente, e chi vende resta obbligato per i contributi maturati fino a quando non trasmette all'amministratore copia dell'atto5. Prima del rogito si chiede quindi all'amministratore una dichiarazione sulle spese pagate e deliberate, comprese le straordinarie già votate e non ancora pagate.
Anche qui gli importi sono locali. Come riferimento, la stessa analisi di Money.it colloca il condominio senza riscaldamento tra 50 e 150 € al mese a seconda dei servizi, e tra 300 e 350 € al mese quando include il riscaldamento centralizzato8. L'ultimo rendiconto approvato, che il venditore deve consegnare, vale più di ogni media.
Manutenzione e riserva: la regola dell'1–2 % contro il metodo per componenti
Le uscite più sottovalutate non hanno una scadenza. La caldaia si rompe a gennaio, gli infissi tengono trent'anni e poi vanno sostituiti tutti insieme, il bagno degli anni Novanta diventa un problema al momento di affittare o vendere. Chi gestisce immobili usa due metodi per trasformare questi eventi in un costo annuo.
Il primo è una regola empirica: accantonare ogni anno una percentuale del costo di ricostruzione dell'immobile, che nella pratica di chi gestisce immobili sta tra l'1 e il 2 % a seconda dell'età e dello stato. Attenzione alla base: il costo di ricostruzione, non il prezzo di mercato, perché il terreno e la posizione non si usurano. Il secondo è il metodo per componenti, più preciso: per ogni elemento si stima il costo di sostituzione e la vita utile, e si divide.
| Componente (ipotesi per un trilocale di 90 m²) | Costo di sostituzione | Vita utile | Accantonamento annuo |
|---|---|---|---|
| Caldaia | 2.500 € | 15 anni | 167 € |
| Infissi | 9.000 € | 30 anni | 300 € |
| Bagno | 8.000 € | 25 anni | 320 € |
| Cucina | 7.000 € | 20 anni | 350 € |
| Impianto elettrico | 6.000 € | 30 anni | 200 € |
| Tinteggiatura | 2.000 € | 8 anni | 250 € |
| Piccole riparazioni | 400 € l'anno | 400 € | |
| Totale | 1.987 € |
Le cifre sono ipotesi di lavoro, non statistiche; ogni proprietario le sostituisce con i preventivi del proprio immobile. Il risultato, circa 2.000 € l'anno per un appartamento in condizioni normali, è la riga che nessun annuncio riporta e che decide se un affitto rende davvero. In un appartamento la riserva copre l'interno; facciate, tetto e ascensore stanno nel condominio.
Utenze, classe energetica e assicurazione della casa
Le utenze dipendono da consumi, contratti e soprattutto dall'involucro. Nel 2024 quasi un attestato di prestazione energetica residenziale su due, il 45,3 %, è finito in classe F o G, contro il 20 % nelle classi da A4 a B; la quota delle classi peggiori scende di anno in anno, ma il patrimonio esistente resta concentrato in basso6. Come ordine di grandezza, Money.it stima per una famiglia di tre persone una spesa mensile per luce, acqua e gas tra 200 e 350 € a livello nazionale, con il Nord più caro del Centro e del Sud8. A parità di metri e di abitudini, la bolletta di un appartamento in classe G è molto più alta di quella di uno in classe C: prima di comprare una seconda casa, l'APE va letto insieme al prezzo, e classe energetica e rumore spiega quanto pesano sul valore.
L'assicurazione è facoltativa, salvo la polizza incendio richiesta dalla banca con il mutuo. La polizza globale fabbricato del condominio copre le parti comuni; l'interno, il contenuto e la responsabilità civile verso terzi (il tubo che allaga il vicino) restano Suoi. Il premio dipende dalla superficie, dalla zona e dai massimali: nell'esempio più avanti è indicato come ipotesi, e va sostituito con un preventivo.
Un trilocale romano da 270.000 €, prima e seconda casa a confronto
Cifre ipotetiche, costruite sui riferimenti citati. Un trilocale romano di 90 m² stimato 270.000 €, il valore medio per unità delle compravendite romane del 2025 secondo l'OMI9; categoria A/2, rendita catastale ipotizzata 900 €; condominio senza riscaldamento centralizzato e senza portiere; mutuo escluso.
| Voce annua | Prima casa abitata | Seconda casa vuota | Nota |
|---|---|---|---|
| IMU | 0 € | 1.300 € | Esente come abitazione principale1; 151.200 € × 0,86 %; con l'1,06 % sarebbero 1.603 €23 |
| TARI | 400 € | 400 € | Ipotesi nell'intervallo indicativo delle grandi città8; per la casa vuota il numero di occupanti presunto dal regolamento comunale4 |
| Spese condominiali | 1.320 € | 1.320 € | 110 € al mese, ipotesi nell'intervallo senza riscaldamento8 |
| Utenze | 3.360 € | 960 € | 280 € al mese abitata8; 80 € al mese di canoni fissi e consumi minimi se vuota |
| Assicurazione | 200 € | 200 € | Ipotesi |
| Manutenzione e riserva | 1.987 € | 1.987 € | Metodo per componenti, tabella sopra |
| Totale annuo | 7.267 € | 6.167 € | 606 € al mese; 514 € al mese |
Due letture. La prima casa costa circa il 2,7 % del suo valore ogni anno, mutuo escluso, e la voce più grande non è un'imposta ma l'energia: da qui il senso economico di una riqualificazione. La seconda casa vuota costa quasi quanto quella abitata, perché IMU e riserva sostituiscono le utenze, e non produce nulla: a Roma le locazioni ordinarie di lungo periodo del 2025 hanno reso in media 162,2 €/m² l'anno, cioè 14.598 € lordi per 90 m² a cui si rinuncia tenendola chiusa9. Se la stessa casa venisse affittata, TARI e utenze passerebbero al conduttore, IMU e riserva resterebbero, e sul canone si pagherebbe la cedolare secca: il confronto completo tra tenere e vendere è in vendere o affittare casa; il passaggio dal canone lordo al netto in calcolo del rendimento da locazione.
I costi di proprietà nel report CheckValue, accanto a valore e canone
Per chi fa questo conto il report CheckValue ha una sezione dedicata: una stima dei costi di proprietà per l'indirizzo, affiancata al valore di mercato e alla stima del canone, così il rapporto tra quanto costa e quanto rende si legge in una pagina sola. La mappa energetica e la mappa del rumore dell'indirizzo aggiungono i due fattori che pesano di più sulle utenze e sulla facilità di affittare, e l'analisi delle Sue foto, se le carica, entra nella valutazione dello stato di conservazione, che è la base della riserva per la manutenzione.
I limiti sono precisi. Il report non legge la Sua visura né la delibera IMU del Suo Comune: rendita catastale, aliquota, TARI e rendiconto condominiale sono documenti Suoi, e le stime vanno sostituite con quelle cifre. Il report non sostituisce una perizia e non è un calcolo fiscale. La pagina dei costi compilata si vede nel report di esempio dedicato a Roma; per il Suo indirizzo l'anteprima gratuita del report mostra la struttura di ogni sezione prima dell'acquisto.
Come abbassare il conto: rendita catastale, riqualificazione, delibere comunali
- Controllare la rendita. L'IMU si calcola sulla rendita catastale3: una rendita sbagliata per categoria o consistenza si corregge con una pratica catastale, e l'effetto vale per tutti gli anni successivi.
- Leggere la delibera del Comune. Aliquote diverse per immobili locati, a canone concordato o a disposizione: la delibera annuale, raccolta dal Dipartimento delle Finanze, dice quale si applica al Suo caso7.
- Riqualificare dove pesa. Con quasi metà del patrimonio residenziale certificato in classe F o G6, caldaia, infissi e isolamento riducono la voce più grande del conto e incidono anche sul prezzo di vendita.
- Partecipare all'assemblea. Le spese straordinarie si decidono lì, e il fondo speciale obbligatorio evita che una delibera diventi un debito improvviso5.
- Non tenere la casa vuota per anni. Il costo di una seconda casa chiusa è quasi pari a quello di una abitata e il canone medio a cui si rinuncia, 79 €/m² sulla media nazionale 20259, paga da solo IMU e condominio.
Il proprietario che mi ha insegnato di più gestiva pochi appartamenti in Austria e teneva un quaderno con una riga per ogni caldaia, tetto e finestra, con l'anno in cui li avrebbe cambiati. Non è mai stato sorpreso da una spesa in venticinque anni. Il quaderno vale più di qualunque percentuale.
Questa è un'informazione generale, non una consulenza legale o fiscale. IMU, TARI e regole condominiali cambiano da Comune a Comune e da un anno all'altro: verifichi le delibere in vigore e, per la Sua situazione, si rivolga a un commercialista o all'amministratore.
Domande frequenti
Quanto costa mantenere una casa di proprietà all'anno?
Sommi sei voci: IMU se non è la Sua abitazione principale, TARI, spese condominiali, utenze, assicurazione e una riserva per la manutenzione, calcolata per componenti o come percentuale del costo di ricostruzione. Gli importi dipendono dal Comune, dal condominio e dalla classe energetica, quindi una media nazionale dice poco. Nell'esempio di questa guida un trilocale romano di 90 m² costa circa 7.300 € l'anno come prima casa abitata e circa 6.200 € come seconda casa vuota, mutuo escluso.
Quanto si paga di IMU sulla seconda casa e come si calcola?
Si prende la rendita catastale dalla visura, si rivaluta del 5 % e si moltiplica per 160: è la base imponibile. Su questa si applica l'aliquota deliberata dal Comune, che per gli immobili diversi dall'abitazione principale parte dallo 0,86 % e può arrivare all'1,06 %. Con una rendita di 900 € la base è 151.200 € e l'IMU va da 1.300 a 1.603 € l'anno, in due rate, entro il 16 giugno e il 16 dicembre.
Quanto sono le spese condominiali medie?
Non esiste una media ufficiale: dipendono da servizi, età dell'edificio e millesimi. Come ordine di grandezza, un'analisi di Money.it del 2026 colloca un condominio senza riscaldamento centralizzato tra 50 e 150 € al mese e tra 300 e 350 € quando il riscaldamento è incluso; portierato e ascensore alzano il conto. Il numero che conta è nel rendiconto approvato dall'assemblea, che il venditore deve consegnare insieme alle delibere sui lavori straordinari già votati.
Quanto costa la TARI all'anno?
Dipende dal Comune, dalla superficie e dal numero degli occupanti, perché la tariffa copre per intero i costi del servizio rifiuti locale con una quota fissa e una variabile. Le rilevazioni di settore per una famiglia di tre persone in 100 m² indicano da circa 24 € al mese a Bologna a 42 € a Genova, quindi tra 290 e 500 € l'anno. Per la seconda casa vuota si paga con il numero di occupanti presunto dal regolamento comunale.
Quanto costa mantenere una seconda casa al mare o in montagna?
Quasi quanto una casa abitata, con due differenze: paga l'IMU per intero e non produce reddito. Alle imposte si aggiungono la TARI con il nucleo presunto, il condominio, le utenze con i canoni fissi anche a consumo zero, l'assicurazione e una riserva per la manutenzione. Prima di comprare confronti il conto annuo con il costo di affittare la stessa casa per le settimane in cui la userebbe davvero.
Quanto accantonare per la manutenzione di una casa?
Due metodi. La regola empirica accantona ogni anno tra l'1 e il 2 % del costo di ricostruzione, non del prezzo di mercato, perché terreno e posizione non si usurano. Il metodo per componenti divide il costo di sostituzione di caldaia, infissi, bagno, cucina, impianti e tinteggiatura per la loro vita utile e somma i risultati: per un trilocale normale l'esempio di questa guida arriva a circa 2.000 € l'anno, da aggiornare con i preventivi reali.
Quanto costa tenere una casa vuota?
Nell'esempio romano di questa guida circa 6.200 € l'anno: IMU con l'aliquota di base, TARI, condominio, utenze minime, assicurazione e riserva per la manutenzione, senza alcuna entrata. A questo costo va sommato il canone a cui si rinuncia: sulla media nazionale 2025 il canone delle nuove locazioni è stato di 79 € per metro quadro l'anno, e a Roma le locazioni ordinarie di lungo periodo hanno reso 162 €, cioè oltre 14.000 € lordi per 90 m².
La classe energetica cambia i costi di una casa?
Sì, ed è la voce più variabile del conto. Nel 2024 il 45,3 % degli attestati di prestazione energetica residenziali emessi in Italia era in classe F o G e solo il 20 % nelle classi da A4 a B. A parità di metri quadrati e di abitudini, un appartamento in classe G consuma molto più di uno in classe C. Prima di comprare legga l'APE insieme al prezzo; il conduttore lo farà.
Questo articolo è un’informazione generale e non costituisce consulenza legale, fiscale o di investimento. Cifre e regole riportano l’anno di pubblicazione; per la versione vigente consulti la fonte citata.
Fonti
- 1officialImposta municipale propria (IMU), disciplina del tributo: abitazione principaleMinistero dell'Economia e delle Finanze, Dipartimento delle Finanze · 2026L'IMU non è dovuta per l'abitazione principale, l'unità in cui il possessore e il nucleo familiare risiedono anagraficamente e dimorano abitualmente, con una pertinenza per ciascuna delle categorie C/2, C/6 e C/7; restano soggette le abitazioni di categoria A/1, A/8 e A/9 (art. 1, comma 741, L. 160/2019).finanze.gov.it ↗
- 2officialImposta municipale propria (IMU), disciplina del tributo: aliquoteMinistero dell'Economia e delle Finanze, Dipartimento delle Finanze · 2026Tabella delle aliquote di legge: per gli altri fabbricati 0,86 % di base, riducibile fino a zero e aumentabile fino all'1,06 % (art. 1, comma 754); per le abitazioni principali A/1, A/8 e A/9 0,5 % di base, fino allo 0,6 %, con detrazione di 200 € (comma 748).finanze.gov.it ↗
- 3lawLegge 27 dicembre 2019, n. 160, art. 1, commi 738 e seguenti (imposta municipale propria)Normattiva · 2019Comma 745: base imponibile dei fabbricati pari alla rendita catastale rivalutata del 5 % moltiplicata per 160 per le categorie del gruppo A diverse da A/10 e per C/2, C/6 e C/7; commi 748-754: aliquote; comma 762: versamento in acconto entro il 16 giugno e a saldo entro il 16 dicembre.normattiva.it ↗
- 4lawLegge 27 dicembre 2013, n. 147, art. 1, commi 639-668 (tassa sui rifiuti, TARI)Normattiva · 2013La TARI è dovuta da chiunque possieda o detenga locali suscettibili di produrre rifiuti (commi 641-642); per detenzioni temporanee non superiori a sei mesi nell'anno è dovuta dal possessore (comma 643); la tariffa segue i criteri del DPR 158/1999 o è commisurata alle quantità medie di rifiuti per unità di superficie in relazione agli usi (commi 651-652) e copre integralmente i costi del servizio (comma 654).normattiva.it ↗
- 5lawCodice civile (R.D. 16 marzo 1942, n. 262), artt. 1123 e 1135; art. 63 disposizioni di attuazioneNormattiva · 1942Art. 1123: ripartizione delle spese in proporzione al valore della proprietà di ciascuno, salvo diversa convenzione, e secondo l'uso per le cose destinate a servire i condomini in misura diversa; art. 1135, n. 4: fondo speciale obbligatorio per manutenzione straordinaria e innovazioni; art. 63 disp. att., commi 4-5: chi subentra è obbligato in solido per l'anno in corso e il precedente, chi cede resta obbligato fino alla trasmissione all'amministratore di copia del titolo.normattiva.it ↗
- 6statisticsRapporto annuale sulla certificazione energetica degli edifici 2025ENEA e Comitato Termotecnico Italiano (CTI) · 2025APE emessi nel 2024 e registrati nel SIAPE (circa 1,2 milioni): nel settore residenziale il 45,3 % ricade nelle classi F e G e il 20 % nelle classi da A4 a B; la quota complessiva delle classi F-G è del 43,7 %, in calo di 2,9 punti sul 2023.efficienzaenergetica.enea.it ↗
- 7officialImposta municipale propria (IMU)Ministero dell'Economia e delle Finanze, Dipartimento delle Finanze · 2026Pagina di riferimento del tributo: disciplina, soggetti passivi, dichiarazione e accesso alle delibere comunali delle aliquote pubblicate sul portale del federalismo fiscale.finanze.gov.it ↗
- 8guidanceQuanto costa mantenere una casa nel 2026, la spesa annuaMoney.it · 2026Fonte secondaria, indicativa (1° agosto 2026): utenze domestiche 200-350 € al mese a livello nazionale; TARI per una famiglia di tre persone in 100 m² da 24 € al mese a Bologna a 42 € a Genova; condominio 50-150 € al mese senza riscaldamento, 300-350 € con riscaldamento centralizzato.money.it ↗
- 9statisticsRapporto Immobiliare 2026, il settore residenzialeAgenzia delle Entrate, Osservatorio del Mercato Immobiliare · 2026Anno 2025: valore medio di un'abitazione compravenduta a Roma 270.200 €; superficie media delle abitazioni compravendute in Italia 107 m²; canone annuo medio delle nuove locazioni 79 €/m², a Roma 162,2 €/m² nel mercato ordinario di lungo periodo.agenziaentrate.gov.it ↗





