La domanda ha due risposte e conviene tenerle separate. La prima è di mercato: quanto paga oggi un conduttore per un appartamento come il Suo. La seconda è contrattuale: con il canone libero (4+4) decide il mercato; con il canone concordato (3+2) il canone deve stare dentro le fasce dell'accordo territoriale del Comune, in cambio, nei comuni ad alta tensione abitativa, di una cedolare secca al 10 % invece del 21 %24. Questa guida percorre le fonti ufficiali, tre metodi di calcolo e un esempio con i dati di Roma. Poiché il canone ragionevole dipende dal valore dell'immobile, è utile avere prima un'idea di quanto vale la Sua casa.
Da dove vengono i numeri: quotazioni OMI, Rapporto Immobiliare, accordi territoriali, annunci
| Fonte | Che cosa dà | Aggiornamento | Limite |
|---|---|---|---|
| Banca dati delle quotazioni OMI1 | Intervallo minimo-massimo in €/m² al mese per zona OMI, tipologia e stato conservativo | Semestrale | Zone ampie; non distingue piano, arredo, ascensore |
| Rapporto Immobiliare OMI, capitolo locazioni3 | Canoni medi annui in €/m² sui contratti registrati, per segmento e per le principali città | Annuale | Medie cittadine, non di quartiere |
| Accordo territoriale del Comune2 | Fasce di canone minimo e massimo per zona omogenea e parametri che spostano la fascia | Alla firma tra le associazioni | Solo per il concordato; i calcolatori comunali aiutano5 |
| Annunci dei portali | Canoni richiesti oggi, foto, dotazioni | Continuo | Richiesti, non firmati; di norma sopravvalutano |
| Contratti firmati (agenzie, vicini, amministratore) | Canoni effettivi | Sporadico | Difficili da raccogliere; i più affidabili |
Le quotazioni OMI hanno una particolarità utile: per ogni zona e tipologia riportano, accanto ai valori di compravendita, anche i valori di locazione in euro al metro quadro per mese, con un minimo e un massimo1. Il Rapporto Immobiliare aggiunge le medie sui contratti effettivamente registrati: nel 2025 l'Osservatorio ha analizzato circa 1,04 milioni di abitazioni locate con nuovi contratti, con superficie media di 84 m² e canone annuo medio di 79 €/m²; il canone complessivo è cresciuto del 5 % sul 2024, e i contratti agevolati, cioè i concordati, dell'11 %3. Dentro la media nazionale ci sono mercati diversi: nei comuni ad alta tensione abitativa i contratti ordinari di lungo periodo firmati nel 2025 valgono in media 102 €/m² l'anno, a Roma 162 €/m² e a Milano 206 €/m²3.
Metodo 1: gli affitti comparabili nella Sua zona
È il metodo dell'agente esperto e resta il più preciso. Raccolga da cinque a otto appartamenti simili (stessa zona OMI o poche centinaia di metri, stessa tipologia, superficie che non si scosti dalla Sua di più del 20 %) affittati o pubblicati negli ultimi 90 giorni. Riporti tutto a euro al metro quadro al mese, tolga le spese condominiali quando l'annuncio le include nel canone, e corregga per le differenze: piano e ascensore, arredo, stato, classe energetica, balcone o terrazzo, posto auto. Gli annunci ancora online dopo sei settimane sono quasi sempre sopra il mercato: li usi come tetto, non come riferimento. Il canone che ne esce va confrontato con l'intervallo OMI di locazione della zona1: se cade fuori, uno dei due dati ha bisogno di una spiegazione. La stessa logica vale per i prezzi di vendita: come trovare le compravendite comparabili e correggerle è spiegato a parte.
Metodo 2: il canone concordato 3+2 e le fasce dell'accordo territoriale
Il contratto a canone concordato dura tre anni più due di rinnovo e il canone deve rientrare nei valori definiti dagli accordi territoriali firmati a livello comunale dalle organizzazioni della proprietà edilizia e dei conduttori2. In pratica l'accordo divide il Comune in zone omogenee, fissa per ciascuna una fascia di canone minimo e massimo in euro al metro quadro e assegna punti agli elementi dell'appartamento (ascensore, arredo, doppi servizi, classe energetica, stato) che lo collocano più in alto o più in basso nella fascia. Il Comune di Milano pubblica un calcolatore che restituisce la fascia a partire da indirizzo e caratteristiche5; molte altre città e le associazioni di categoria offrono strumenti analoghi.
Che cosa ci guadagna il locatore: cedolare secca al 10 % anziché al 21 %4. L'aliquota ridotta è riservata dalla legge ai contratti concordati per abitazioni nei comuni ad alta tensione abitativa e in quelli colpiti da calamità6: vi rientrano Roma, Milano, Torino, Napoli, Bologna, Firenze, Genova, Palermo, Bari, Catania e Venezia con i comuni confinanti, gli altri capoluoghi di provincia e i comuni individuati dal CIPE3. Dal 1° gennaio 2027 la cedolare passa dal decreto del 2011 al nuovo Testo unico delle imposte sui redditi, che la riordina negli articoli da 203 a 2067: per un contratto firmato nel 2027 aliquote e requisiti vanno riletti nel testo in vigore. Sul fronte IMU la legge riduce l'imposta al 75 % per le abitazioni locate a canone concordato, e molti Comuni applicano in più un'aliquota dedicata: la delibera comunale dice quanto8. Che cosa ci perde: il canone resta dentro la fascia anche quando il mercato corre. La durata più corta, tre anni più due contro quattro più quattro, per molti locatori è un vantaggio e non un costo. Il mercato ha già fatto i suoi conti: nel 2025 i contratti agevolati di lungo periodo sono stati il 24,8 % delle nuove locazioni italiane, e a Roma hanno superato di gran lunga quelli liberi di lungo periodo, 27.304 contro 10.8183.
| Canone libero 4+4 | Canone concordato 3+2 | Transitorio | |
|---|---|---|---|
| Base giuridica | Art. 2, comma 1, L. 431/19982 | Art. 2, comma 3, L. 431/19982 | Art. 5, L. 431/19982 |
| Durata | 4 anni più 4 di rinnovo | 3 anni più 2 di rinnovo | Fino a 18 mesi; studenti fino a 363 |
| Canone | Libero | Entro le fasce dell'accordo territoriale | Libero, o concordato nei comuni ad alta tensione |
| Cedolare secca | 21 %4 | 10 % nei comuni ad alta tensione abitativa46 | 21 %, 10 % se concordato |
| Aggiornamento ISTAT | Solo se previsto in contratto; escluso con la cedolare4 | Come il libero | Come il libero |
| Quota delle nuove locazioni 2025 | 39,5 % (lungo periodo)3 | 24,8 %3 | 28,9 % ordinari, 6,8 % agevolati3 |
Metodo 3: stimatori online e rapporto canone/valore
Gli stimatori dei portali applicano un modello agli annunci che ospitano: sono veloci e ragionevoli nelle zone con molti annunci, ma vedono canoni richiesti e non firmati, e non conoscono lo stato reale dell'appartamento. Un secondo controllo indipendente è il rapporto tra canone annuo e valore. Se sa quanto vale la casa, il canone annuo diviso per il valore è il rendimento lordo; girato al contrario, il rendimento che i proprietari della Sua zona accettano restituisce un canone di riferimento. Formule, soglie e il passaggio al rendimento netto sono nella guida sul calcolo del rendimento da locazione.
Il rapporto risponde anche alla domanda «posso affittare a più della rata del mutuo?». La rata dipende da quanto ha finanziato e a che tasso, il canone dal mercato: i due numeri non hanno alcun motivo di coincidere. L'ISTAT misura per il secondo trimestre 2026 un aumento dei prezzi delle abitazioni del 4,0 % sull'anno9, mentre il canone complessivo delle nuove locazioni è cresciuto del 5 % nel 20253: prezzi e canoni si muovono insieme ma non in parallelo, e il rendimento cambia con il loro rapporto.
Che cosa sposta il canone: arredo, spese, classe energetica, piano, transitorio
- Arredo. Un appartamento arredato si affitta a un canone più alto e a conduttori più mobili: più ricambio, più usura, più mesi vuoti. Per contratti lunghi l'arredo conta meno di quanto si pensi.
- Spese. Il canone del contratto è al netto degli oneri accessori; nell'annuncio scriva chiaramente «più spese» e indichi la cifra dell'anno precedente, altrimenti i confronti con gli altri annunci sono falsati.
- Classe energetica. Le bollette le paga il conduttore, e le guarda: a parità di zona una classe migliore giustifica un canone più alto e riduce il rischio di disdetta al primo inverno.
- Piano, ascensore, esterni, posto auto. Sono gli stessi parametri che gli accordi territoriali trasformano in punti per il concordato2; nel libero li traduce il mercato, con lo stesso segno.
- Transitorio. Un contratto fino a 18 mesi3 rende di più al mese e resta vuoto più spesso: il canone annuo effettivo, dopo i vuoti, è il numero da confrontare.
- Stato. Una tinteggiatura e un bagno in ordine si ripagano in canone e in velocità di locazione; una ristrutturazione completa quasi mai, se resta in affitto.
A quanto posso affittare casa mia? L'esempio di Roma
Cifre ipotetiche, costruite sui dati del Rapporto Immobiliare. Un trilocale romano di 90 m² in un quartiere semicentrale, al terzo piano con ascensore, non arredato, classe energetica E, valore indicativo 260.000 €.
| Metodo | Calcolo | Canone mensile |
|---|---|---|
| 1. Comparabili (cinque annunci, due contratti firmati) | Da 13,5 a 15,0 €/m² al mese dopo le correzioni; mediana 14,0 €/m² × 90 m² | 1.260 € |
| 2a. Media OMI dei nuovi contratti liberi di lungo periodo a Roma, 2025 | 162,2 €/m² all'anno × 90 m² = 14.598 €, diviso 123 | 1.217 € |
| 2b. Media OMI dei nuovi contratti agevolati a Roma, 2025 | 143,7 €/m² all'anno × 90 m² = 12.933 €, diviso 123 | 1.078 € |
| 3. Rendimento lordo ipotizzato del 5 % sul valore | 260.000 € × 5 % = 13.000 €, diviso 12 | 1.083 € |
I tre metodi convergono su un intervallo tra 1.080 e 1.260 € al mese. Per un contratto libero un canone di 1.200 € è difendibile con i comparabili e sta poco sotto la media cittadina dei contratti registrati, che comprende anche i quartieri centrali3. Per il concordato la fascia la fissa l'accordo territoriale di Roma per la zona omogenea dell'appartamento, non la media OMI: nell'esempio si ipotizza un massimo di fascia intorno a 1.050 €.
| Libero 4+4 a 1.200 € | Concordato 3+2 a 1.050 € | |
|---|---|---|
| Canone annuo | 14.400 € | 12.600 € |
| Rendimento lordo sul valore di 260.000 € | 5,5 % | 4,8 % |
| Cedolare secca | 21 % = 3.024 €4 | 10 % = 1.260 €4 |
| Netto dopo la cedolare | 11.376 € | 11.340 € |
Prima dell'IMU, che sul concordato è ridotta per legge al 75 %8, i due contratti lasciano quasi lo stesso netto: 36 € di differenza all'anno. Il concordato riduce però il rischio di sfitto, perché il canone più basso allarga la platea, e a Roma è la formula più firmata3. Il libero conserva la libertà di prezzo e dura di più. La scelta dipende da quanto vale per Lei un mese di casa vuota.
Che cosa mostra CheckValue accanto al valore: stima del canone e rendimento lordo
Per chi affitta il dato utile è vedere canone e valore nella stessa pagina, calcolati sulle stesse fonti. Il report CheckValue per il Suo indirizzo affianca alla stima del valore una stima del canone mensile e il rendimento lordo che ne deriva, con le quotazioni OMI della zona e l'indice ufficiale dei prezzi indicati come riferimenti; accanto trova i costi di proprietà stimati, così il passaggio dal lordo al netto è già impostato. Le mappe di rumore ed energia dicono a colpo d'occhio se il Suo appartamento parte avvantaggiato o penalizzato sui due fattori che i conduttori pesano di più dopo il prezzo.
Il limite va detto: la stima è di mercato e non tiene conto del contratto che sceglierà né delle fasce dell'accordo territoriale, che restano da verificare con il calcolatore o con le associazioni del Suo Comune. Non sostituisce una perizia. L'anteprima del report è gratuita e si vede prima di decidere; la sezione affitto compilata è visibile nel report di esempio di Roma.
Dal canone al rendimento: cedolare secca, costi di proprietà, vendere o affittare
La cedolare secca è un'imposta sostitutiva: prende il posto di IRPEF e addizionali sul reddito da locazione e delle imposte di registro e di bollo su registrazione, risoluzione e proroga del contratto; l'aliquota è del 21 % sul canone annuo, ridotta al 10 % per i contratti a canone concordato4. Chi la sceglie rinuncia, per la durata dell'opzione, all'aggiornamento del canone anche se previsto dal contratto, compresa la variazione ISTAT dell'indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati4. Senza cedolare, l'aggiornamento segue la clausola scritta nel contratto e il reddito entra nell'IRPEF. La registrazione del contratto e gli adempimenti del locatore sono raccolti nell'area Affitto dell'Agenzia delle Entrate10.
Dal canone lordo al netto la strada è questa: meno cedolare o IRPEF, meno IMU se dovuta, meno spese condominiali non ripetibili e manutenzione, meno i mesi di sfitto tra un conduttore e l'altro. Tutte le voci, con le riserve per la manutenzione, sono in quanto costa mantenere una casa ogni anno; la decisione tra tenere l'appartamento e venderlo, con i numeri a confronto, è in vendere o affittare casa.
Chi mi chiede a quanto affittare vuole quasi sempre sentirsi confermare il numero più alto visto sui portali. Tra Tenerife e l'Austria ho imparato il contrario: il canone giusto è quello che un buon conduttore firma entro poche settimane, perché un mese di casa vuota costa più di un canone appena sotto il massimo.
Questa è un'informazione generale, non una consulenza legale o fiscale. Le aliquote e le regole contrattuali sono quelle in vigore alla data delle fonti citate; per il contratto concreto restano l'accordo territoriale del Suo Comune e un professionista.
Domande frequenti
A quanto posso affittare casa mia?
Al canone su cui coincidono almeno due di tre fonti: gli affitti di cinque o più appartamenti simili nella Sua zona negli ultimi tre mesi, l'intervallo delle quotazioni OMI di locazione per zona e tipologia, e il canone che corrisponde a un rendimento lordo realistico sul valore della casa. Se sceglie il contratto a canone concordato, il canone deve inoltre rientrare nelle fasce dell'accordo territoriale del Suo Comune.
Come si calcola il canone di affitto di un appartamento?
Si parte dagli euro al metro quadro al mese di appartamenti comparabili della stessa zona, si correggono per piano, ascensore, arredo, stato e classe energetica, e si moltiplicano per la superficie. Il risultato si confronta con l'intervallo OMI di locazione della zona e con il rendimento lordo che si ottiene dividendo il canone annuo per il valore dell'immobile. Il canone finale sta dove i tre numeri si sovrappongono, non sul più alto.
Come si calcola l'affitto a canone concordato?
L'accordo territoriale del Comune divide il territorio in zone omogenee e fissa per ciascuna una fascia di canone minimo e massimo in euro al metro quadro; le caratteristiche dell'appartamento (ascensore, arredo, doppi servizi, classe energetica, stato) danno punti che collocano il canone dentro la fascia. Alcuni Comuni, come Milano, pubblicano un calcolatore online; le associazioni della proprietà e dei conduttori fanno il calcolo e attestano la rispondenza del contratto all'accordo.
Conviene il canone concordato o quello libero?
Il concordato (3+2) dà la cedolare secca al 10 % nei comuni ad alta tensione abitativa e l'IMU ridotta al 75 % per legge, spesso con un'aliquota comunale più bassa, ma limita il canone alla fascia dell'accordo; il libero (4+4) segue il mercato e paga la cedolare al 21 %. Su un trilocale romano affittato a 1.200 € liberi o a 1.050 € concordati il netto dopo la cedolare differisce di poche decine di euro l'anno: la scelta dipende dal rischio di sfitto e dalla durata.
Come funziona la cedolare secca al 21 % e al 10 %?
È un'imposta sostitutiva sul canone annuo che prende il posto di IRPEF, addizionali e imposte di registro e di bollo del contratto. L'aliquota ordinaria è del 21 %; scende al 10 % per i contratti a canone concordato nei comuni ad alta tensione abitativa e in quelli colpiti da calamità. Chi la sceglie rinuncia per tutta la durata dell'opzione ad aggiornare il canone, compreso l'adeguamento all'indice ISTAT.
Posso aumentare l'affitto ogni anno con l'adeguamento ISTAT?
Solo se il contratto contiene la clausola di aggiornamento e non ha optato per la cedolare secca: con la cedolare il locatore rinuncia a qualunque aggiornamento del canone, anche se scritto nel contratto, compresa la variazione ISTAT dell'indice dei prezzi per le famiglie di operai e impiegati. Fuori dalla cedolare l'aggiornamento si applica una volta all'anno, nella misura e con le modalità previste dalla clausola.
Quanto rende un appartamento in affitto?
Il rendimento lordo è il canone annuo diviso per il valore dell'immobile. Nel 2025 il canone annuo medio delle nuove locazioni in Italia è stato di 79 €/m², con 162 €/m² a Roma e 206 €/m² a Milano per i contratti liberi di lungo periodo. Il rendimento netto si ottiene togliendo cedolare o IRPEF, IMU, spese condominiali non ripetibili, manutenzione e i mesi di sfitto, e resta di regola ben sotto il lordo.
Posso affittare casa a più della rata del mutuo?
Dipende da quanto ha finanziato e a che tasso, non dal mercato degli affitti: il canone lo fissano i comparabili e le quotazioni OMI della zona, la rata il contratto di mutuo. Con un finanziamento elevato e tassi alti la rata può superare il canone anche in una zona molto richiesta. Il confronto corretto è tra il canone netto, dopo imposte, spese e sfitto, e la sola quota interessi della rata, perché il capitale rimborsato resta Suo.
Questo articolo è un’informazione generale e non costituisce consulenza legale, fiscale o di investimento. Cifre e regole riportano l’anno di pubblicazione; per la versione vigente consulti la fonte citata.
Fonti
- 1officialBanca dati delle quotazioni immobiliari (OMI): valori di vendita e di locazioneAgenzia delle Entrate · 2026Per ogni zona OMI e tipologia edilizia la banca dati pubblica, oltre ai valori di compravendita, un intervallo minimo-massimo dei valori di locazione in euro al metro quadro per mese.agenziaentrate.gov.it ↗
- 2lawLegge 9 dicembre 1998, n. 431, disciplina delle locazioni e del rilascio degli immobili adibiti ad uso abitativoNormattiva · 1998Art. 2, comma 1: contratti a canone libero di quattro anni più quattro; art. 2, comma 3: contratti a canone concordato di tre anni più due, con canone definito dagli accordi territoriali tra le organizzazioni della proprietà e dei conduttori; art. 5: contratti transitori e per studenti.normattiva.it ↗
- 3statisticsRapporto Immobiliare 2026, il settore residenziale, capitolo 6 (le locazioni)Agenzia delle Entrate, Osservatorio del Mercato Immobiliare · 2026Nuove locazioni 2025: circa 1,04 milioni di abitazioni, superficie media 84 m², canone annuo medio 79 €/m² (+5 % il canone complessivo, +11 % gli agevolati); nei comuni ad alta tensione abitativa 102 €/m² per i contratti ordinari di lungo periodo; Roma 162,2 €/m² (ordinari) e 143,7 €/m² (agevolati), Milano 206 €/m²; transitori fino a 18 mesi, studenti fino a 36.agenziaentrate.gov.it ↗
- 4officialCedolare seccaAgenzia delle Entrate · 2026Imposta sostitutiva del 21 % sul canone annuo, 10 % per i contratti a canone concordato; sostituisce IRPEF, addizionali, imposta di registro e di bollo; chi la sceglie rinuncia all'aggiornamento del canone, compresa la variazione ISTAT.agenziaentrate.gov.it ↗
- 5guidanceAffitto concordato: calcola online il canoneComune di Milano, MilanoAbitare · 2026Esempio di calcolatore comunale che restituisce la fascia di canone concordato a partire da indirizzo e caratteristiche dell'appartamento, secondo l'accordo territoriale di Milano.milanoabitare.org ↗
- 6lawDecreto legislativo 14 marzo 2011, n. 23, art. 3 (cedolare secca sugli affitti)Normattiva · 2011Art. 3: istituisce la cedolare secca al 21 % e riserva l'aliquota ridotta del 10 % ai contratti a canone concordato per abitazioni nei comuni ad alta tensione abitativa e in quelli colpiti da calamità; Normattiva segnala che la disciplina è confluita nel nuovo Testo unico delle imposte sui redditi.normattiva.it ↗
- 7lawDecreto legislativo 19 giugno 2026, n. 117, Testo unico delle disposizioni legislative in materia di imposte sui redditi, artt. 203-206Normattiva · 2026In vigore dal 4 luglio 2026 e applicabile dal 1° gennaio 2027 in sostituzione del DPR 917/1986; gli articoli da 203 a 206 raccolgono l'imposizione sostitutiva sulle locazioni di immobili abitativi (cedolare secca).normattiva.it ↗
- 8officialImposta municipale propria (IMU), disciplina del tributo: agevolazioniMinistero dell'Economia e delle Finanze, Dipartimento delle Finanze · 2026Per le abitazioni locate a canone concordato ai sensi della L. 431/1998 l'IMU, calcolata con l'aliquota stabilita dal Comune, è ridotta al 75 % (art. 1, comma 760, L. 160/2019).finanze.gov.it ↗
- 9statisticsPrezzi delle abitazioni (dati provvisori), II trimestre 2026ISTAT · 2026Nel secondo trimestre 2026 l'indice dei prezzi delle abitazioni (IPAB) aumenta dell'1,7 % sul trimestre precedente e del 4,0 % sullo stesso periodo del 2025.istat.it ↗
- 10officialAffitto, area tematica CasaAgenzia delle Entrate · 2026Pagina di riferimento dell'Agenzia su registrazione dei contratti di locazione, imposte e adempimenti del locatore.agenziaentrate.gov.it ↗





