La domanda arriva quasi sempre in un momento di passaggio: un trasferimento per lavoro, una casa ereditata, la seconda casa che non si usa più. Questa guida mette la scelta alla prova con quattro passaggi, una matrice decisionale e un esempio romano costruito su dati OMI, Banca d'Italia e ISTAT. Il primo numero da conoscere è a quanto potrebbe affittare: la guida su a quanto posso affittare casa mia spiega come stimarlo con le quotazioni OMI e i comparabili.
Vendere o affittare casa: liquidità oggi o reddito domani
Vendere trasforma un bene illiquido in denaro disponibile, chiude ogni costo di gestione e ogni rischio, e fissa il prezzo al mercato di oggi. Affittare conserva il bene, produce un reddito tassato in modo favorevole e lascia aperta la scommessa sulla rivalutazione, in cambio di lavoro, di rischio e di un vincolo contrattuale lungo.
Il mercato del 2026 rende il confronto meno scontato di qualche anno fa. I prezzi delle abitazioni crescono del 4,0 % su base annua nel secondo trimestre 2026, in decelerazione rispetto al +5,1 % del trimestre precedente, e a Roma del 6,4 %3. Gli agenti immobiliari intervistati dalla Banca d'Italia segnalano però un rallentamento dei prezzi, una domanda contenuta e canoni di locazione in accelerazione sul trimestre precedente1: le due strade sono entrambe aperte, e per questo servono i numeri.
Passo 1: quanto incassa vendendo oggi e quanto rende affittando
Il primo numero è il ricavo netto della vendita, non il prezzo dell'annuncio. Nel secondo trimestre 2026 il prezzo concluso si è fermato in media il 7,1 % sotto il richiesto e la vendita ha richiesto 5,2 mesi, i valori più bassi da quando la Banca d'Italia interroga le agenzie1. Dal prezzo concluso si tolgono provvigione con IVA, APE e aggiornamenti catastali, eventuale imposta sulla plusvalenza e debito residuo del mutuo. Le singole voci, con chi paga che cosa al rogito, sono in quanto costa vendere casa.
Il secondo numero è il canone lordo che il mercato paga per un appartamento come il Suo. Il riferimento nazionale del 2025 è un canone annuo medio di 79 €/m² per le nuove locazioni, con 84 m² di superficie media; a Roma il canone medio del 2025 è di 162,2 €/m² all'anno nel mercato ordinario di lungo periodo e di 143,7 €/m² in quello agevolato di lungo periodo, cioè i contratti a canone concordato4. Il rapporto tra canone annuo lordo e valore dell'immobile è il rendimento lordo: il calcolo del rendimento lordo e netto di un affitto, e perché il lordo inganna, è spiegato nella guida dedicata.
Passo 2: il conto del locatore, dalla cedolare secca ai mesi di sfitto
Dal canone lordo al canone netto la strada è lunga, e chi affitta per la prima volta la sottovaluta quasi sempre.
- Imposte sul canone. Con la cedolare secca il canone è tassato al 21 %, o al 10 % per i contratti a canone concordato, al posto dell'IRPEF con le addizionali e delle imposte di registro e bollo sul contratto; chi la sceglie non può più aggiornare il canone, nemmeno con l'indice ISTAT, finché l'opzione resta in vigore5. Senza cedolare il canone entra nel reddito IRPEF con le aliquote progressive.
- IMU. L'esenzione vale solo per l'abitazione principale, cioè l'unità in cui il possessore e il suo nucleo familiare risiedono anagraficamente e dimorano abitualmente, e per una pertinenza per ciascuna delle categorie C/2, C/6 e C/76. La casa che affitta non lo è più: paga l'IMU con l'aliquota deliberata dal Comune, che parte da una base dello 0,86 % e può salire fino all'1,06 %7.
- Manutenzione e condominio. Le spese ordinarie ripetibili le rimborsa il conduttore; le straordinarie restano a Suo carico. Caldaia, infissi, bagno, tinteggiatura tra un conduttore e l'altro: una riserva annua va messa a bilancio anche negli anni tranquilli. Le voci sono in quanto costa mantenere una casa di proprietà.
- Sfitto e morosità. Un mese vuoto all'anno è un'ipotesi prudente nelle grandi città; un conduttore che smette di pagare costa mesi di canone e una procedura legale. Se affida la gestione a terzi, il compenso va nel conto.
Affitti brevi. Il canone per notte è più alto, ma il regime è un altro. La cedolare secca sulle locazioni brevi è del 21 % per un solo immobile scelto in dichiarazione e del 26 % dal secondo; dal periodo d'imposta 2026 vale solo con non più di due appartamenti, oltre i quali l'attività è considerata imprenditoriale5. Ogni unità offerta per locazioni brevi o turistiche deve avere il codice identificativo nazionale (CIN), da esporre all'esterno dello stabile e in ogni annuncio8; diversi Comuni hanno aggiunto regole proprie, da leggere prima di contare su quel reddito.
Passo 3: plusvalenza entro cinque anni e l'esenzione che l'affitto fa perdere
Qui si decidono spesso migliaia di euro. Se vende un immobile prima che siano passati cinque anni dall'acquisto o dalla costruzione, la plusvalenza è reddito imponibile, con due eccezioni: gli immobili ricevuti per successione e quelli usati come abitazione principale da Lei o dai Suoi familiari per più della metà del tempo trascorso tra l'acquisto e la vendita9. Se il Suo caso è tassabile, al rogito può optare, tramite il notaio, per l'imposta sostitutiva del 26 %, che viene trattenuta e versata dal notaio stesso10.
La trappola per il «locatore per caso» sta nel criterio della maggior parte del periodo. Chi ha comprato due anni fa la casa in cui vive, la affitta e la vende dopo altri due anni e mezzo, l'ha usata come abitazione principale per due anni su quattro e mezzo: meno della metà, esenzione persa, plusvalenza tassata al 26 %910. Superati i cinque anni dall'acquisto, la plusvalenza non è più imponibile in nessun caso9. La casa ereditata è il caso più semplice: nessuna plusvalenza tassabile, qualunque sia la data9; l'IMU è dovuta per intero se resta vuota o affittata, non se un erede ne fa la propria abitazione principale6.
| Situazione al momento della vendita | Plusvalenza tassabile? | Fonte |
|---|---|---|
| Oltre cinque anni dall'acquisto | No | Art. 67 TUIR9 |
| Entro cinque anni, ma abitata come casa principale per oltre metà del tempo | No | Art. 67 TUIR9 |
| Entro cinque anni, affittata per oltre metà del tempo | Sì: 26 % con imposta sostitutiva su richiesta al notaio, altrimenti IRPEF | Art. 67 TUIR9, L. 266/200510 |
| Immobile ereditato, qualunque data | No | Art. 67 TUIR9 |
Passo 4: contratti 4+4 e 3+2, tempi di rilascio, distanza e mutuo
La differenza più grande rispetto alla logica del «provo ad affittare e se non funziona vendo» è la durata dei contratti. Il contratto a canone libero dura quattro anni e si rinnova per altri quattro; alla prima scadenza il locatore può negare il rinnovo solo per i motivi previsti dalla legge, come la necessità di destinare l'immobile a sé o ai familiari, con un preavviso di almeno sei mesi. Il concordato ha una durata di tre anni con proroga di due2. Se alla scadenza il conduttore non lascia l'appartamento, il rilascio passa da un procedimento davanti al giudice e da tempi che si misurano in mesi, non in settimane2. In pratica chi affitta oggi decide anche per il proprietario che sarà tra quattro o otto anni; una casa occupata si vende, ma a investitori e con uno sconto.
Gli altri fattori pesano meno ma vanno scritti: la distanza (un appartamento a 600 km costa un gestore o molti viaggi), il mutuo (se il canone netto non copre almeno la quota interessi della rata, ogni mese di affitto Le costa denaro) e la telefonata per la caldaia rotta il 24 dicembre. La rata media dei mutui erogati nel 2025 è stata di 650 € al mese, con un tasso medio iniziale del 3,35 %4: un riferimento utile anche per il passo successivo.
Matrice decisionale e punto di pareggio
| Criterio | Vendere oggi | Affittare | La domanda da porsi |
|---|---|---|---|
| Liquidità | Ricavo netto disponibile in 5–6 mesi1 | Capitale bloccato, reddito mensile | Mi serve il capitale entro due anni? |
| Reddito | Nessuno, salvo l'uso alternativo del ricavo | Canone netto dopo cedolare, IMU, spese, sfitto56 | Il canone netto supera il rendimento alternativo? |
| Fisco | Plusvalenza solo entro cinque anni e fuori dalle esenzioni9 | Cedolare 21 % o 10 %5; IMU piena6; rischio di perdere l'esenzione dell'abitazione principale9 | Quando ho comprato e per quanto ci ho vissuto? |
| Reversibilità | Definitiva | Vincolo di 4+4 o 3+2 anni2 | Accetto di non poter disporre della casa fino al 2030 o oltre? |
| Rivalutazione | Incassata al valore di oggi | Scommessa sui prezzi futuri: +4,0 % annuo nel II trimestre 2026, in rallentamento3 | Comprerei questa casa oggi come investimento? |
Il punto di pareggio si scrive in una riga. Affittare conviene se: canone netto annuo + rivalutazione annua attesa × valore ≥ ricavo netto della vendita × rendimento alternativo. Il rendimento alternativo è quello che il denaro otterrebbe altrimenti: il tasso del mutuo che estinguerebbe, un investimento sicuro, oppure il canone che smetterebbe di pagare comprando la casa in cui vive. Con il tasso medio 2025 dei mutui, 3,35 %4, come riferimento, un canone netto del 2,6 % sul valore ha bisogno di una rivalutazione di almeno lo 0,7–0,8 % all'anno solo per pareggiare, prima di qualunque premio per il rischio e per il lavoro. E se non comprerebbe oggi quell'appartamento a quel prezzo come investimento, tenerlo «perché c'è già» è una scelta di affetto, non finanziaria.
Un trilocale romano da 270.000 €: vendere subito o affittare per cinque anni
Cifre ipotetiche; i riferimenti di mercato sono citati. Un trilocale di 85 m² in zona semicentrale a Roma, valore 270.000 €, in linea con il valore medio di un'abitazione compravenduta nella capitale nel 20254. Comprato più di cinque anni fa, mutuo estinto: la plusvalenza non si pone in nessuno dei due scenari9. Rendita catastale ipotizzata 850 €.
Scenario A, vendere oggi. Prezzo concluso 270.000 €, con un richiesto fissato tenendo conto dello sconto medio del 7,1 %1; provvigione ipotizzata al 3 % più IVA (9.882 €), APE e documenti 500 €. Ricavo netto: 259.618 €, disponibili dopo circa cinque mesi1.
Scenario B, affittare cinque anni e poi vendere. Canone libero 4+4 di 1.150 € al mese, cioè 13.800 € all'anno, coerente con la media romana del mercato ordinario di lungo periodo (162,2 €/m² × 85 m² = 13.787 €)4.
| Voce annua (scenario B) | Importo | Nota |
|---|---|---|
| Canone contrattuale | 13.800 € | 1.150 € × 12 |
| Sfitto ipotizzato | −1.150 € | Un mese all'anno |
| Cedolare secca 21 % | −2.657 € | Sul canone incassato di 12.650 €5 |
| IMU | −1.228 € | 850 € × 1,05 × 160 = 142.800 € × 0,86 %, aliquota di base7; con l'1,06 % sarebbero 1.514 € |
| Condominio non ripetibile e straordinaria | −600 € | Ipotesi |
| Manutenzione e riserva | −1.000 € | Ipotesi |
| Canone netto annuo | 7.165 € | 2,65 % del valore; 35.825 € in cinque anni |
Alla fine del quinto anno l'appartamento viene venduto con le stesse ipotesi di costo dello scenario A. Con prezzi fermi il ricavo netto è 259.618 € e il totale dello scenario B sale a 295.443 €. Con una rivalutazione prudente del 2 % all'anno il prezzo diventa 298.102 €, il netto 286.691 € e il totale 322.516 €. Con il ritmo attuale del 4 % annuo3, che nessuno garantisce per cinque anni, il totale arriverebbe a circa 351.800 €.
Ora il confronto. I 259.618 € dello scenario A, investiti al 3,35 %, cioè il tasso medio dei mutui 20254, diventano in cinque anni circa 306.100 €. Lo scenario B con prezzi fermi (295.443 €) perde il confronto; con il 2 % di rivalutazione lo vince di circa 16.000 €, pari a un rendimento composto del 4,4 % all'anno sul capitale a cui rinuncia; con il 4 % lo vince nettamente. Il punto di pareggio della rivalutazione, in questo esempio, è intorno allo 0,8 % all'anno: la domanda personale è quanto è sicuro di quel rialzo per cinque anni, e quanto vale per Lei non avere conduttori, guasti e vincoli fino al 2031.
I quattro numeri della decisione nella stessa pagina del report CheckValue
Il metodo di questa guida ha bisogno di quattro numeri per lo stesso indirizzo, che di solito arrivano da quattro fonti diverse. Il report CheckValue li mette nella stessa pagina: il valore di mercato con il suo intervallo e le compravendite comparabili, una stima dei costi di vendita e del ricavo netto, il canone mensile stimato con il rendimento lordo corrispondente, e i costi di proprietà stimati per l'indirizzo. Lo scenario B ha così le righe già compilate, da correggere con la Sua rendita catastale e la Sua aliquota comunale.
Due limiti vanno detti. Il report non conosce la Sua situazione fiscale: data di acquisto, uso come abitazione principale, mutuo residuo e scelta tra cedolare e IRPEF restano da inserire, e il conto della plusvalenza spetta al notaio o al commercialista. E la stima del canone è di mercato, senza la fascia dell'accordo territoriale se sceglierà il concordato. Non è una perizia. Il report campione di Roma mostra le sezioni di valore, canone e ricavo netto già impaginate; per il Suo indirizzo l'anteprima è gratuita prima dell'acquisto.
Gli errori del locatore per caso
- Confrontare il canone lordo con il prezzo di vendita. Il 5 % lordo dell'esempio diventa il 2,65 % netto dopo cedolare, IMU e spese: si decide sul netto.
- Dimenticare la data di acquisto. Affittare la casa in cui si vive da poco può trasformare una vendita esente in una plusvalenza tassata al 26 %910: le date vanno controllate prima di firmare il contratto di locazione.
- Aspettare il momento perfetto tenendo la casa vuota. IMU piena, condominio e manutenzione corrono; il canone medio a cui si rinuncia vale 79 € per metro quadro all'anno sulla media nazionale4. Quando conviene vendere casa tratta il tempo del mercato con gli indici, senza previsioni.
A Tenerife ho conosciuto molti proprietari diventati locatori senza averlo scelto: la casa dei genitori, l'appartamento di prima del matrimonio. Quelli soddisfatti dopo cinque anni erano sempre quelli che avevano fatto il conto del netto e della durata prima di firmare; gli altri ricordavano soprattutto le telefonate.
Questa è un'informazione generale, non una consulenza legale o fiscale. Plusvalenza, cedolare e IMU dipendono dalla Sua posizione personale e dalle delibere del Suo Comune: per la decisione concreta si rivolga a un commercialista o a un notaio; le norme citate riportano l'anno di riferimento.
Domande frequenti
Conviene vendere o affittare casa?
Dipende dal confronto tra due numeri. Il primo è il ricavo netto della vendita: prezzo concluso, in media il 7,1 % sotto il richiesto, meno provvigione, documenti ed eventuale plusvalenza. Il secondo è il canone netto di cinque anni, dopo cedolare secca, IMU, condominio, manutenzione e mesi di sfitto, più la rivalutazione che ritiene realistica. Affittare conviene solo se il secondo supera il rendimento che il primo otterrebbe altrove, e se accetta un vincolo di quattro anni più quattro.
Casa ereditata: conviene vendere o affittare?
Sul fronte fiscale la vendita è semplice: chi vende una casa ricevuta in eredità non paga imposta sulla plusvalenza, nemmeno vendendo subito. La scelta torna quindi ai numeri di mercato. Se la casa è in una zona con domanda di affitto e il canone netto, dopo cedolare, IMU e spese, regge il confronto con l'uso alternativo del ricavo, affittare ha senso. Se resta vuota paga l'IMU per intero, salvo che un erede ne faccia la propria abitazione principale.
Conviene affittare casa con la cedolare secca?
Per la maggior parte dei piccoli locatori sì: il 21 % sul canone, o il 10 % per i contratti a canone concordato, sostituisce IRPEF e addizionali, azzera registro e bollo del contratto ed è quasi sempre inferiore all'aliquota marginale IRPEF di chi ha un reddito da lavoro. Il costo nascosto: finché l'opzione è attiva il canone non si può aggiornare, nemmeno con l'indice ISTAT, e con canoni di mercato in crescita il reddito reale si erode anno dopo anno.
Se vendo prima dei 5 anni pago la plusvalenza?
Sì, quando l'immobile non è stato la Sua abitazione principale per oltre metà del tempo tra acquisto e vendita e non Le è arrivato per eredità. La plusvalenza si calcola sottraendo dal prezzo di vendita quanto aveva pagato per comprare, più i costi documentati dell'acquisto. Può chiedere al notaio, nell'atto, l'imposta sostitutiva del 26 %, oppure lasciare che la plusvalenza confluisca nella dichiarazione dei redditi a scaglioni IRPEF. Dopo cinque anni dall'acquisto non è più dovuta.
Se affitto la casa perdo l'esenzione dalla plusvalenza?
Può perderla se vende entro cinque anni dall'acquisto. L'esenzione dell'abitazione principale richiede che l'immobile sia stato la Sua dimora per più della metà del tempo tra acquisto e vendita: due anni vissuti e poi tre di affitto fanno perdere il requisito, tre vissuti e uno e mezzo di affitto lo conservano. Passati cinque anni dall'acquisto la questione non si pone più. Prima di firmare un contratto di locazione conviene mettere in fila le date.
Quanto tempo serve per liberare una casa affittata?
Il contratto a canone libero dura quattro anni e si rinnova per altri quattro; alla prima scadenza il locatore può negare il rinnovo solo per i motivi previsti dalla legge, con almeno sei mesi di preavviso. Il concordato dura tre anni, poi due di proroga. Se alla scadenza il conduttore non lascia l'immobile serve un procedimento di rilascio davanti al giudice, con tempi che si misurano in mesi. Chi affitta oggi decide anche per il 2030.
Quanto costa tenere una casa vuota?
Tutte le uscite di un locatore senza l'entrata: IMU piena con l'aliquota comunale, che parte dallo 0,86 % della base imponibile, spese condominiali ordinarie e straordinarie, utenze minime, manutenzione e assicurazione. A questo si aggiunge il canone a cui rinuncia: sulla media nazionale 2025 sono 79 € per metro quadro all'anno, a Roma 162 € per i contratti liberi di lungo periodo. Un anno di attesa per «il momento giusto» ha un prezzo preciso, calcolabile prima.
Conviene vendere casa nel 2026 o aspettare che i prezzi salgano?
Tra aprile e giugno 2026 le abitazioni sono rincarate del 4,0 % su base annua secondo l'ISTAT, ma il ritmo rallenta rispetto al trimestre precedente e gli agenti immobiliari segnalano una decelerazione. Il metodo di questa guida tratta la rivalutazione come uno scenario con un punto di pareggio, non come una certezza: se per battere la vendita di oggi serve un aumento annuo superiore a quello su cui scommetterebbe con i Suoi soldi, la risposta è già data.
Questo articolo è un’informazione generale e non costituisce consulenza legale, fiscale o di investimento. Cifre e regole riportano l’anno di pubblicazione; per la versione vigente consulti la fonte citata.
Fonti
- 1statisticsSondaggio congiunturale sul mercato delle abitazioni in Italia, 2° trimestre 2026Banca d'Italia · 2026Secondo trimestre 2026: sconto medio sul prezzo richiesto 7,1 % e tempi di vendita 5,2 mesi, entrambi sui minimi dall'inizio della rilevazione; 63,1 % degli acquisti finanziati con mutuo; gli agenti segnalano prezzi in rallentamento, domanda contenuta, offerta in riduzione e canoni di locazione in accelerazione sul trimestre precedente.bancaditalia.it ↗
- 2lawLegge 9 dicembre 1998, n. 431, disciplina delle locazioni e del rilascio degli immobili adibiti ad uso abitativoNormattiva · 1998Art. 2: contratti a canone libero di durata non inferiore a quattro anni, rinnovati per altri quattro, e contratti a canone concordato di tre anni prorogati di diritto per due; art. 3: diniego di rinnovo alla prima scadenza solo per i motivi tassativi indicati, con preavviso di almeno sei mesi; capo III: esecuzione dei provvedimenti di rilascio.normattiva.it ↗
- 3statisticsPrezzi delle abitazioni (dati provvisori), II trimestre 2026ISTAT · 2026Indice IPAB +1,7 % sul trimestre precedente e +4,0 % sull'anno (da +5,1 % nel primo trimestre 2026); a Roma +6,4 % tendenziale, a Milano +2,4 %; volumi di compravendita stabili (+0,1 %).istat.it ↗
- 4statisticsRapporto Immobiliare 2026, il settore residenzialeAgenzia delle Entrate, Osservatorio del Mercato Immobiliare · 2026Anno 2025: canone annuo medio delle nuove locazioni 79 €/m² su 84 m² di superficie media; a Roma 162,2 €/m² nel mercato ordinario di lungo periodo (tabella 54) e 143,7 €/m² nel mercato agevolato di lungo periodo (tabella 60); valore medio di un'abitazione compravenduta a Roma 270.200 €; tasso medio iniziale dei mutui 3,35 % e rata media 650 € al mese.agenziaentrate.gov.it ↗
- 5officialCedolare seccaAgenzia delle Entrate · 2026Imposta sostitutiva del 21 % sul canone annuo, 10 % per i contratti a canone concordato, in luogo di IRPEF, addizionali, imposta di registro e di bollo; chi la sceglie rinuncia all'aggiornamento del canone, compresa la variazione ISTAT; sulle locazioni brevi 21 % per un immobile e 26 % dal secondo, con il limite di due appartamenti dal periodo d'imposta 2026.agenziaentrate.gov.it ↗
- 6officialImposta municipale propria (IMU), disciplina del tributo: abitazione principaleMinistero dell'Economia e delle Finanze, Dipartimento delle Finanze · 2026L'IMU non è dovuta per l'abitazione principale, cioè l'unità in cui il possessore e il suo nucleo familiare risiedono anagraficamente e dimorano abitualmente, salvo le categorie A/1, A/8 e A/9, e per una pertinenza per ciascuna delle categorie C/2, C/6 e C/7 (art. 1, comma 741, L. 160/2019).finanze.gov.it ↗
- 7officialImposta municipale propria (IMU), disciplina del tributo: aliquoteMinistero dell'Economia e delle Finanze, Dipartimento delle Finanze · 2026Per i fabbricati diversi dall'abitazione principale l'aliquota di base è dello 0,86 %, che il Comune può aumentare fino all'1,06 % o ridurre fino ad azzerarla (art. 1, comma 754, L. 160/2019).finanze.gov.it ↗
- 8lawDecreto-legge 18 dicembre 2023, n. 145, art. 13-ter (codice identificativo nazionale per le locazioni brevi e turistiche)Normattiva · 2023Istituisce il codice identificativo nazionale (CIN), assegnato dal Ministero del Turismo alle unità immobiliari destinate a locazione breve o per finalità turistiche, da esporre all'esterno dello stabile e da indicare in ogni annuncio.normattiva.it ↗
- 9lawDPR 22 dicembre 1986, n. 917, Testo unico delle imposte sui redditi, art. 67, comma 1, lettera bNormattiva · 1986La plusvalenza da cessione di immobili acquistati o costruiti da non più di cinque anni è reddito diverso imponibile; sono esclusi gli immobili acquisiti per successione e le unità adibite ad abitazione principale del cedente o dei suoi familiari per la maggior parte del periodo tra acquisto e cessione.normattiva.it ↗
- 10lawLegge 23 dicembre 2005, n. 266, art. 1, comma 496Normattiva · 2005Su richiesta del venditore resa al notaio all'atto della cessione, la plusvalenza è assoggettata a un'imposta sostitutiva dell'IRPEF, oggi del 26 %, che il notaio applica e versa.normattiva.it ↗





