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Quanto costa vendere casa: provvigione, plusvalenza, APE e ricavo netto

Quanto costa vendere casa: provvigione dell'agenzia (2–5 % più IVA), plusvalenza 26 % entro 5 anni, APE, cancellazione ipoteca. Formula del ricavo netto.

Josef Eckmair MBAAggiornato: 11 min di lettura12 fontiRivisto da Christian Eckmair
Venditore che consegna le chiavi di un appartamento all'acquirente davanti a uno studio notarile a Roma
Il ricavo netto si calcola sul prezzo concluso, che nel secondo trimestre 2026 è stato in media il 7,1 % sotto quello richiesto (Banca d'Italia). Immagine: advokatsmart.no, CC BY 2.0, via Wikimedia Commons

Chi vende ragiona sul prezzo dell'annuncio; la banca, il notaio e il fisco ragionano su altri numeri. Il prezzo concluso, secondo l'indagine trimestrale della Banca d'Italia tra le agenzie immobiliari, nel secondo trimestre 2026 è stato in media inferiore del 7,1 % a quello richiesto7; da lì si tolgono provvigione, documenti, eventuale plusvalenza e debito residuo del mutuo. Il risultato è il ricavo netto, l'unico numero che serve per decidere se vendere, quando e a quanto. Questa guida segue la sequenza italiana (proposta, preliminare, rogito) e dice chi paga che cosa a ogni passaggio. Il punto di partenza è una stima onesta di quanto vale la Sua casa oggi, prima di parlare con qualunque agenzia.

La formula del ricavo netto parte dal prezzo concluso, non dall'annuncio

Ricavo netto = prezzo concluso, meno provvigione con IVA, meno costi tecnici e documenti, meno eventuale imposta sulla plusvalenza, meno debito residuo del mutuo (e penale, se dovuta), meno arretrati condominiali e regolarizzazioni a Suo carico.

La prima riga è quella che sorprende. Lo sconto medio tra prezzo iniziale e prezzo concluso è stato del 7,1 % nel secondo trimestre 2026, in calo dal 7,8 % dello stesso trimestre del 2025, con 5,2 mesi per vendere7. Su un richiesto di 290.000 € il 7,1 % vale 20.590 €, in molti casi più della somma di tutti i costi vivi della vendita. Per questo la scelta del prezzo iniziale, tema della guida sul prezzo di vendita di una casa e come stabilirlo, pesa sul netto più di qualunque trattativa sulla provvigione.

Voce al rogito Chi paga Fonte
Onorario del notaio dell'atto L'acquirente, salvo diverso accordo Art. 1475 c.c.8, prassi1
Registro 9 % (2 % prima casa), ipotecaria 50 €, catastale 50 € L'acquirente, tramite il notaio Agenzia delle Entrate6
IVA, se vende un'impresa L'acquirente, in fattura Agenzia delle Entrate6
Imposta sostitutiva 26 % sulla plusvalenza Il venditore, tramite il notaio L. 266/20055
Provvigione Ciascuna parte la propria Art. 1755 c.c.8
APE, aggiornamento catastale, regolarizzazioni Il venditore D.Lgs. 192/20052, DL 78/20103
Estinzione del mutuo e cancellazione dell'ipoteca Il venditore, con parte del prezzo; cancellazione gratuita tramite la banca Art. 40-bis TUB9

La provvigione dell'agenzia: quanto, quando matura, chi la paga

Il codice civile è breve: il mediatore ha diritto alla provvigione da ciascuna delle parti, se l'affare è concluso per effetto del suo intervento8. Tre conseguenze pratiche. La paga anche chi vende, non solo chi compra, ciascuno la propria. Matura alla conclusione dell'affare, che nella prassi degli incarichi coincide con l'accettazione della proposta o con il preliminare, non con il rogito: legga l'incarico, perché è lì che è scritto quando. La percentuale è libera: le fonti di mercato la collocano tra il 2 e il 5 % del prezzo più IVA1. Su 270.000 € il 3 % più IVA al 22 % fa 8.100 € + 1.782 € = 9.882 €.

Nell'incarico di vendita controlli quattro righe: se la percentuale è IVA inclusa o esclusa, la durata dell'esclusiva, le penali di recesso e se la provvigione è dovuta anche quando l'acquirente lo trova Lei. Una detrazione esiste, ma dall'altra parte del tavolo: chi compra l'abitazione principale detrae dall'IRPEF il 19 % della provvigione pagata, su un massimo di 1.000 € di spesa4; per il venditore non è prevista.

La plusvalenza: quando si paga il 26 % e quando no

La plusvalenza da cessione di un immobile è reddito tassabile se tra l'acquisto (o la costruzione) e la vendita passano meno di cinque anni. Sono esclusi gli immobili acquisiti per successione e le unità urbane che, per la maggior parte del periodo tra acquisto e vendita, sono state abitazione principale del venditore o dei suoi familiari; per gli immobili ricevuti in donazione i cinque anni si contano dall'acquisto da parte del donante4. Chi rientra nel caso tassabile può chiedere al notaio, nell'atto, l'applicazione di un'imposta sostitutiva del 26 % sulla plusvalenza, che il notaio riscuote e versa; in alternativa la plusvalenza entra nel reddito IRPEF con le aliquote ordinarie5.

La base imponibile è la differenza tra il prezzo di vendita e il prezzo di acquisto aumentato di ogni altro costo inerente documentato4. La Cassazione legge il costo inerente in senso stretto, come spesa dell'acquisto (imposte, notaio, mediazione) o come lavoro che ha aumentato il valore dell'immobile11; le spese sostenute per vendere, provvigione e APE, nella lettura prevalente restano fuori dal conto, e nell'esempio più avanti non sono dedotte. Le fatture dell'acquisto e dei lavori valgono invece denaro: le conservi per cinque anni. Dal 1° gennaio 2024 esiste una seconda ipotesi: la vendita, entro dieci anni dalla fine dei lavori, di immobili su cui sono stati eseguiti interventi agevolati con il Superbonus, con le stesse esclusioni per successione e abitazione principale4. Dal 1° gennaio 2027 queste regole passano dal DPR 917/1986 al nuovo Testo unico delle imposte sui redditi (D.Lgs. 117/2026), che le riordina: per un rogito fissato nel 2027 conviene rileggere il testo in vigore10.

Situazione Plusvalenza tassata?
Vendita oltre cinque anni dall'acquisto No4
Entro cinque anni, abitazione principale per la maggior parte del periodo No4
Entro cinque anni, immobile ereditato No4
Entro cinque anni, immobile ricevuto in donazione Sì, se il donante l'aveva acquistato da meno di cinque anni4
Entro cinque anni, seconda casa o immobile locato Sì: 26 % sostitutiva su opzione al notaio, oppure IRPEF45
Entro dieci anni dalla fine di lavori Superbonus (vendite dal 2024) Sì, salvo successione o abitazione principale4

Documenti a carico del venditore: APE, conformità, planimetrie, ipoteca

Tre obblighi hanno un costo e, soprattutto, un tempo. Il primo è l'APE: il venditore deve dotare l'immobile dell'attestato, indicare la classe già nell'annuncio e consegnarlo all'acquirente2; lo redige un certificatore abilitato e il costo dipende dall'immobile e dal professionista1. Il secondo è la conformità catastale: l'atto deve richiamare la planimetria depositata e contenere la dichiarazione che i dati catastali corrispondono allo stato di fatto3. Se negli anni ha spostato una parete o chiuso una veranda senza aggiornare la planimetria, prima del rogito servono un tecnico e una pratica di aggiornamento, a Sue spese. Il terzo riguarda i titoli edilizi, che il notaio chiederà e che l'acquirente accorto pretende già prima della proposta, come spiega la checklist dei controlli prima di comprare casa: una difformità va regolarizzata, dove possibile, prima dell'atto, e i tempi della sanatoria diventano i tempi della vendita.

A questi si aggiungono la liberatoria dell'amministratore sulle spese condominiali, che l'acquirente chiederà al rogito, e i costi di preparazione: piccole riparazioni, tinteggiatura, sgombero, fotografie. Non sono obblighi, ma incidono sul prezzo concluso e quindi sul netto. Un consiglio da chi ha visto molte vendite rallentare: metta in ordine APE, planimetria e titoli prima di pubblicare l'annuncio, perché ogni dubbio dell'acquirente si trasforma in uno sconto.

Il notaio lo paga chi compra: che cosa resta al venditore

Le spese del contratto di vendita sono a carico del compratore, se non è stato pattuito diversamente8, e nella prassi è l'acquirente a scegliere il notaio e a pagarne l'onorario1. Le imposte d'atto seguono la stessa strada: registro al 9 %, o al 2 % con i requisiti prima casa, con un minimo di 1.000 €, più ipotecaria e catastale di 50 € ciascuna, versate dal notaio alla registrazione; se il venditore è un'impresa, al posto del registro proporzionale c'è l'IVA6. Nulla di tutto questo tocca il venditore privato.

Il venditore paga il notaio solo per atti propri: la procura se non può essere presente al rogito, l'atto di cancellazione dell'ipoteca quando la banca non usa la procedura semplificata, la rettifica di un atto precedente, l'accettazione tacita di eredità da trascrivere quando vende un immobile ereditato. Chieda al notaio scelto dall'acquirente un preventivo anche di queste voci: di solito sono poche, ma vanno sapute prima.

Estinguere il mutuo: penali e cancellazione dell'ipoteca

Il debito residuo si estingue al rogito con parte del prezzo: la banca comunica il conteggio estintivo alla data dell'atto, il notaio trattiene la somma dal prezzo e la gira alla banca. Per i mutui stipulati da persone fisiche per l'acquisto o la ristrutturazione dell'abitazione il Testo unico bancario vieta ogni penale di estinzione anticipata e dichiara nulle le clausole che la prevedono9. Il conteggio estintivo della banca riporta comunque le condizioni del Suo contratto, penali comprese se ne sono rimaste: lo legga prima di fissare il prezzo, non la settimana del rogito.

Estinto il debito, la banca deve trasmettere alla conservatoria la quietanza entro trenta giorni e l'ipoteca viene cancellata d'ufficio, senza atto notarile e senza oneri per il debitore9. Un caso frequente: sull'immobile risulta ancora l'ipoteca di un mutuo estinto anni fa e mai cancellata. La visura la mostra, l'acquirente la vede e il notaio la chiede. Faccia partire la comunicazione della banca prima di mettere in vendita, non la settimana del rogito.

Quanto costa vendere casa a Roma: l'esempio a 270.000 €

L'esempio è ipotetico; i riferimenti di mercato sono quelli citati. Un appartamento romano venduto a 270.000 €, cioè il fatturato medio per unità compravenduta nella capitale nel 2025 secondo l'OMI12, messo in vendita a 290.000 € e chiuso con uno sconto del 6,9 %, vicino alla media nazionale7. Comprato tre anni prima a 240.000 € e dato in locazione, quindi non abitazione principale. Mutuo residuo 150.000 €, stipulato nel 2023. Agenzia al 3 % più IVA.

Voce Importo Nota
Prezzo concluso 270.000 € 290.000 € richiesti, sconto del 6,9 %7
Provvigione 3 % più IVA 22 % −9.882 € 8.100 € + 1.782 €18
APE e aggiornamento della planimetria −700 € Ipotesi; il costo varia con immobile e professionista1
Plusvalenza imponibile 16.000 € 270.000 − 240.000 − 14.000 € di costi documentati dell'acquisto del 2023: imposte, notaio e provvigione411
Imposta sostitutiva 26 % −4.160 € Opzione al notaio nell'atto5
Estinzione del mutuo −150.000 € Nessuna penale: mutuo del 2023 di una persona fisica9
Cancellazione dell'ipoteca 0 € Procedura semplificata tramite la banca9
Ricavo netto 105.258 € Il 39 % del prezzo concluso

Le fatture pesano: senza i 14.000 € di costi documentati la base imponibile salirebbe a 30.000 € e l'imposta a 7.800 €. Se lo stesso appartamento fosse stato abitazione principale per la maggior parte dei tre anni, o se fossero passati cinque anni, la riga della plusvalenza sparirebbe e il netto salirebbe a 109.418 €4. Senza agenzia, in quel caso, salirebbe di altri 9.882 €, a fronte del lavoro e del tempo di una vendita in proprio, tema della guida su vendere casa senza agenzia. E i 20.000 € tra richiesto e concluso ricordano che il prezzo iniziale conta più di qualunque costo.

Che cosa mostra CheckValue: costi di vendita e ricavo netto per il Suo indirizzo

Per chi vende le voci utili del report sono tre. Il valore con il suo intervallo e le compravendite comparabili su cui si appoggia: il numero da cui partire per fissare il prezzo richiesto senza regalare i 20.000 € dell'esempio. I tempi di vendita stimati per la zona, che dicono quanto costa aspettare un'offerta migliore. E la sezione dedicata a costi di vendita e ricavo netto: una stima delle voci di questa guida applicata al valore calcolato, da rifinire con la percentuale reale della Sua agenzia e con la Sua situazione fiscale, che il report non conosce (data di acquisto, abitazione principale, mutuo residuo).

Il report non è una perizia né un conteggio fiscale: la plusvalenza la calcola il notaio o il commercialista sui Suoi documenti. È un punto di partenza documentato per la conversazione con l'agenzia e con la banca. Può vedere come è impostata la pagina del ricavo netto nel report di esempio su Roma e ottenere l'anteprima gratuita per il Suo indirizzo prima di decidere se acquistare il report completo.

Come ridurre i costi: trattare la provvigione, vendere da privato, aspettare i cinque anni

  • Trattare la provvigione. Percentuale, IVA inclusa o esclusa, durata dell'esclusiva, clausola per l'acquirente trovato da Lei: quattro righe dell'incarico che valgono migliaia di euro e si negoziano prima della firma, non dopo la proposta.
  • Vendere da privato. Azzera la provvigione del venditore, ma richiede tempo: la vendita media dura 5,2 mesi anche con l'agenzia7, e senza servono le stesse verifiche, le stesse visite e la stessa disciplina sul prezzo.
  • Aspettare i cinque anni. Se l'immobile non era abitazione principale e mancano pochi mesi ai cinque anni dall'acquisto, rinviare il rogito cancella il 26 % sulla plusvalenza45; attenzione alla data dell'atto di acquisto, non a quella della proposta. Il momento di mercato è un'altra cosa, e la guida su quando conviene vendere casa lo affronta con gli indici.
  • Documenti pronti prima dell'annuncio. APE, planimetria conforme e titoli edilizi in mano tolgono all'acquirente gli argomenti per chiedere sconti e alla vendita settimane di attesa23.
  • Conteggio estintivo in anticipo. Chieda alla banca il residuo e verifichi che non esistano penali e che eventuali ipoteche di mutui estinti siano già cancellate9.
Nel mio lavoro tra Tenerife e l'Austria ho visto venditori discutere per settimane su mezzo punto di provvigione e poi accettare senza fiatare uno sconto molto più grande sul prezzo, perché l'annuncio era partito troppo alto. Il conto del venditore si vince sul prezzo iniziale e sul momento della vendita, non sull'ultima riga.
Josef Eckmair, cofondatore di CheckValue

Questa è un'informazione generale, non una consulenza legale o fiscale. Per la plusvalenza, la Sua posizione fiscale e la lettura dell'incarico di vendita si rivolga al notaio, a un commercialista o a un avvocato; le norme citate riportano l'anno di riferimento.

Domande frequenti

Quanto costa vendere casa?

Di norma la provvigione dell'agenzia, che le fonti di mercato collocano tra il 2 e il 5 % del prezzo più IVA, l'APE e gli eventuali aggiornamenti catastali, e l'estinzione del mutuo residuo. L'imposta sostitutiva del 26 % sulla plusvalenza si paga solo vendendo entro cinque anni dall'acquisto un immobile che non era abitazione principale e non è stato ereditato. Le imposte d'atto e l'onorario del notaio sono a carico dell'acquirente.

Quanto costa vendere casa con l'agenzia immobiliare?

La provvigione è libera e nel mercato italiano varia tra il 2 e il 5 % del prezzo più IVA al 22 %; su una vendita a 270.000 € il 3 % più IVA vale 9.882 €. Il mediatore ha diritto alla provvigione da ciascuna delle parti quando l'affare è concluso grazie al suo intervento, quindi anche l'acquirente paga la propria. Nell'incarico controlli se la percentuale è IVA inclusa, la durata dell'esclusiva e le penali di recesso.

Quando si paga la plusvalenza sulla vendita di una casa e quanto?

Si paga se vende entro cinque anni dall'acquisto o dalla costruzione un immobile che non è stato la Sua abitazione principale per la maggior parte del periodo; gli immobili ereditati sono esclusi e per quelli donati i cinque anni si contano dall'acquisto del donante. La plusvalenza è il prezzo di vendita meno il prezzo di acquisto e i costi documentati. Può chiedere al notaio l'imposta sostitutiva del 26 %, altrimenti entra nell'IRPEF.

Quanto costa vendere casa prima dei 5 anni?

Le stesse spese di una vendita normale, agenzia e documenti, più l'imposta del 26 % sulla plusvalenza se l'immobile non era la Sua abitazione principale per la maggior parte del periodo e non l'ha ereditato. Su 30.000 € di differenza tra vendita e acquisto, con 14.000 € di costi documentati dell'acquisto (imposte, notaio, provvigione), restano 16.000 € imponibili e 4.160 € di imposta; senza fatture sarebbero 7.800 €. Se mancano pochi mesi ai cinque anni, spostare il rogito la azzera.

Chi paga il notaio, il venditore o l'acquirente?

L'acquirente, salvo patto contrario: il codice civile pone le spese del contratto di vendita a carico del compratore, che nella prassi sceglie il notaio e ne paga l'onorario insieme alle imposte di registro, ipotecaria e catastale. Il venditore paga il notaio solo per atti propri, come una procura, la cancellazione di un'ipoteca fuori dalla procedura semplificata o la trascrizione dell'accettazione di eredità.

Quanto si paga di tasse per vendere una casa ereditata?

Sulla vendita in sé nessuna imposta a carico del venditore: gli immobili acquisiti per successione sono esclusi dalla tassazione della plusvalenza anche se venduti entro cinque anni. Prima di vendere devono però essere in ordine la dichiarazione di successione, l'accettazione dell'eredità da trascrivere e la voltura catastale; questi adempimenti hanno costi propri, distinti dalla vendita, e i tempi vanno messi in conto.

Chi paga la provvigione all'agenzia immobiliare e si può detrarre?

Entrambe le parti, ciascuna la propria, quando l'affare si conclude per effetto dell'intervento del mediatore; la percentuale e il momento in cui matura sono scritti nell'incarico. La detrazione IRPEF del 19 % della provvigione, su un massimo di 1.000 € di spesa, spetta soltanto a chi compra l'immobile da destinare ad abitazione principale. Per il venditore la provvigione non è detraibile e, nella lettura della Cassazione, non riduce nemmeno la plusvalenza imponibile, che ammette solo i costi dell'acquisto e i lavori che hanno aumentato il valore dell'immobile.

Quanto resta in tasca dopo la vendita?

Il prezzo concluso, che nel secondo trimestre 2026 è stato in media il 7,1 % sotto quello richiesto, meno la provvigione con IVA, i costi di APE e aggiornamenti catastali, l'eventuale imposta del 26 % sulla plusvalenza e il debito residuo del mutuo. Su una vendita romana a 270.000 € con agenzia al 3 % più IVA, 700 € di documenti, 4.160 € di imposta sulla plusvalenza e un mutuo residuo di 150.000 € restano 105.258 €; senza plusvalenza 109.418 €.

Questo articolo è un’informazione generale e non costituisce consulenza legale, fiscale o di investimento. Cifre e regole riportano l’anno di pubblicazione; per la versione vigente consulti la fonte citata.

Josef Eckmair MBA
Josef Eckmair MBA
Cofondatore di CheckValue · amministratore di CBDNOL GmbH · Oltre 20 anni di esperienza immobiliare a Tenerife e in Austria · Rivisto da Christian Eckmair

Josef Eckmair MBA è cofondatore di CheckValue e amministratore di CBDNOL GmbH (Ansfelden, Austria). Ha oltre 20 anni di esperienza immobiliare a Tenerife e in Austria e scrive di perizie, imposte, costi di vendita e valutazioni per professionisti.

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Fonti

  1. 1
    guidanceQuanto costa vendere casa nel 2026?
    UniCredit RE Services · 2026
    Fonte secondaria di mercato: provvigione dell'agenzia variabile dal 2 al 5 % del prezzo più IVA, maturata alla conclusione dell'affare; costo dell'APE variabile secondo immobile e professionista; spese notarili di norma a carico dell'acquirente.
    unicreditres.it ↗
  2. 2
    lawDecreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192, attestato di prestazione energetica
    Normattiva · 2005
    Il venditore deve dotare l'immobile dell'APE, indicare la classe negli annunci e consegnare l'attestato all'acquirente.
    normattiva.it ↗
  3. 3
    lawDecreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, art. 19, comma 14
    Normattiva · 2010
    L'atto di trasferimento deve contenere il riferimento alla planimetria depositata e la dichiarazione di conformità dei dati catastali allo stato di fatto: l'eventuale aggiornamento è un costo tecnico del venditore.
    normattiva.it ↗
  4. 4
    lawDPR 22 dicembre 1986, n. 917, Testo unico delle imposte sui redditi, artt. 15, 67 e 68
    Normattiva · 1986
    Art. 67, comma 1, lett. b: plusvalenza tassabile se l'immobile è venduto entro cinque anni dall'acquisto o costruzione, salvo successione e abitazione principale per la maggior parte del periodo; per le donazioni i cinque anni decorrono dall'acquisto del donante; lett. b-bis: immobili con lavori Superbonus venduti entro dieci anni; art. 68: la plusvalenza è la differenza tra corrispettivo e prezzo di acquisto aumentato di ogni altro costo inerente; art. 15, comma 1, lett. b-bis: detrazione del 19 % della provvigione fino a 1.000 € per l'acquisto dell'abitazione principale. Testo applicabile fino al 31 dicembre 2026.
    normattiva.it ↗
  5. 5
    lawLegge 23 dicembre 2005, n. 266, art. 1, comma 496
    Normattiva · 2005
    Su richiesta del venditore al notaio, la plusvalenza può essere assoggettata a un'imposta sostitutiva, oggi del 26 %, che il notaio riscuote e versa in luogo dell'IRPEF.
    normattiva.it ↗
  6. 6
    officialL'acquisto di una casa: le imposte
    Agenzia delle Entrate · 2026
    Le imposte d'atto sono dovute dall'acquirente: registro 9 % (2 % con i requisiti prima casa, minimo 1.000 €), ipotecaria 50 € e catastale 50 €, oppure IVA se il venditore è un'impresa; il notaio le versa alla registrazione.
    agenziaentrate.gov.it ↗
  7. 7
    statisticsSondaggio congiunturale sul mercato delle abitazioni in Italia, 2° trimestre 2026
    Banca d'Italia · 2026
    Sconto medio sul prezzo richiesto 7,1 % nel secondo trimestre 2026 (7,8 % nel secondo trimestre 2025), tempi di vendita 5,2 mesi; quota di agenzie che hanno venduto almeno un immobile 85,7 %.
    bancaditalia.it ↗
  8. 8
    lawCodice civile (R.D. 16 marzo 1942, n. 262), artt. 1475, 1754 e 1755
    Normattiva · 1942
    Art. 1755: il mediatore ha diritto alla provvigione da ciascuna delle parti se l'affare è concluso per effetto del suo intervento; art. 1475: le spese del contratto di vendita sono a carico del compratore, salvo patto contrario.
    normattiva.it ↗
  9. 9
    lawDecreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, Testo unico bancario, artt. 40-bis e 120-ter
    Normattiva · 1993
    Art. 40-bis: estinto il mutuo, il creditore trasmette la quietanza alla conservatoria entro trenta giorni e la cancellazione dell'ipoteca avviene d'ufficio, senza atto notarile e senza oneri per il debitore. Art. 120-ter: è nullo ogni patto o clausola che imponga penali o compensi per l'estinzione anticipata dei mutui stipulati da persone fisiche per l'acquisto o la ristrutturazione dell'abitazione.
    normattiva.it ↗
  10. 10
    lawDecreto legislativo 19 giugno 2026, n. 117, Testo unico delle disposizioni legislative in materia di imposte sui redditi
    Normattiva · 2026
    In vigore dal 4 luglio 2026 e applicabile dal 1° gennaio 2027 in sostituzione del DPR 917/1986: riordina anche le plusvalenze da cessione di immobili e le relative imposte sostitutive.
    normattiva.it ↗
  11. 11
    courtLa ristrutturazione dell'immobile rileva per la plusvalenza da tassare
    Fisco Oggi, rivista online dell'Agenzia delle Entrate · 2021
    Commento alla sentenza della Cassazione n. 16538/2018: sono costi inerenti, deducibili dalla plusvalenza, le spese dell'acquisto (notaio, imposte, mediazione) e le spese che aumentano il valore del bene, non quelle di ordinaria gestione.
    fiscooggi.it ↗
  12. 12
    statisticsRapporto Immobiliare 2026, il settore residenziale
    Agenzia delle Entrate, Osservatorio del Mercato Immobiliare · 2026
    Fatturato medio per unità compravenduta nel 2025: Roma 270.200 €, Milano 439.700 €, Torino 185.700 €, Napoli 200.500 €; a Roma +9,8 % di fatturato sul 2024.
    agenziaentrate.gov.it ↗

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